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Anello del Pian dei Corsi

Difficoltà: E
Dislivello in salita: 400 m circa
Tempo di percorrenza: 3.30-4.00 ore l'intero anello.

Per andare dalla Colla di San Giacomo al Colle di Melogno, l'Alta Via dei Monti Liguri presenta due possibilità: o seguire interamente la carrozzabile, prima sterrata e poi asfaltata, che collega i due valichi mantenendosi sul versante marittimo, oppure sfruttare una più recente variante su sentiero che percorre l'arrotondato crinale boscoso, dove sono state installate negli ultimi anni numerose pale eoliche. Questa seconda opzione, anche se leggermente più faticosa, è consigliata perché più diretta, varia e pittoresca e permette di visitare l'ex Base NATO del Pian dei Corsi. Volendo fare un giro ad anello, si possono combinare tra loro le due varianti, come descritto qui di seguito.

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Accesso stradale: usciti al casello di Orco Feglino dell'autostrada Genova-Ventimiglia, si gira a sinistra per entrare nell'abitato di Feglino, poi si prende ancora a sinistra la strada per il Colle di Melogno; si procede in salita fino ad un bivio a quota 745 dove si incontra l'Alta Via dei Monti Liguri

Itinerario: si segue verso oriente l'ampia sterrata percorsa dall'Alta Via che procede quasi in piano tra i faggi. Lasciata a sinistra la diramazione che sale ad un nuovo parco eolico, si continua tagliando il versante marittimo del Bric Praboè, fino alla Colla di San Giacomo (796 m), antico valico percorso nel passato da mercanti, pellegrini ed eserciti, oggi crocevia di sterrate. Girando a sinistra s'imbocca la stradina pianeggiante diretta ai monumentali Faggi di Benevento.

Dopo pochi metri, presso un cippo in memoria dei caduti della Battaglia di Loano (conflitto austro-francese del 1795), si prende a sinistra una pista forestale (segnavia AV e TA) che s'innalza sullo spartiacque coperto da fitta faggeta. Dopo un tratto assai ripido la pendenza si addolcisce e la pista raggiunge la sommità del Bric Praboè (891m), sul quale sorge una prima gigantesca pala eolica. Scendendo per l'ampia sterrata di servizio all'impianto, si arriva ad una vasta insellatura dove sorgono altre due pale eoliche. Si lascia a destra l'ultima pala per imboccare una pista forestale che sale tra folta vegetazione: la pista procede per un lungo tratto in dolce salita tra i faggi, sul lato marittimo della dorsale. Lasciata a sinistra una diramazione, si continua in leggera salita fino ad una radura sullo spartiacque. Qui si abbandona la carrareccia per seguire, verso sinistra, un sentiero pianeggiante che s'inoltra nuovamente nella fitta faggeta. Dopo un tratto sul crinale, lascia a sinistra una diramazione inerbita e si prosegue in salita traversando sul versante padano, raggiungendo un pulpito roccioso che consente, finalmente, di godere un vasto panorama comprendente: il Monte Carmo di Loano, il Monte Settepani, i boschi della Val Bormida e le Alpi con il Monviso. Con un'ultima breve salita, si giunge sul Pian dei Corsi (1028 m), dove sorgono i ruderi dell'ex Base NATO e numerose pale eoliche (parco eolico “Pian dei Corsi”, 2-2.15 ore dal bivio a quota 745).

Pian dei Corsi trae il nome dal passaggio di truppe napoleoniche, che in questo sito costruirono trincee di cui rimangono poche rovine.

L'Alta Via scende costeggiando sulla sinistra la recinzione della base militare, poi risale sempre lungo la recinzione fino ad uscire sulla strada asfaltata di accesso (si può anche tagliare in piano passando tra gli edifici in rovina perché la recinzione è rotta). Si prosegue lungo la strada asfaltata che scavalca una gobba, poi scende lungo lo spartiacque incontrando altre due pale eoliche. Infine, con un tratto in piano, la rotabile va ad immettersi nella strada provinciale percorsa dalla variante bassa dell'Alta Via, presso la sella a quota 945 tra il Pian dei Corsi e il Bric Quoggia.

Girando a sinistra, si segue la strada asfaltata che scende in diagonale sul versante marittimo. Si lascia a destra la diramazione sbarrata che porta al Vivaio Forestale Pian dei Corsi, poi dopo 500 metri s'incontra una fonte presso un cippo che ricorda i partigiani caduti in questa zona la notte tra il 1° e il 2 febbraio 1945 sotto il fuoco nazi-fascista. Continuando sulla strada, dopo altri 700 metri si ritorna al bivio a quota 745, dal quale si era partiti.

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